Industrial tra green e tensioni geopolitiche

Il settore Industrial vive di spinte contrapposte. Da una parte, le rinnovate idee protezionistiche e le tensioni geopolitiche. Dall'altra una marcata tendenza all'internazionalizzazione: secondo KPMG, nei prossimi due anni, il 92% delle PMI manifatturiere ha espresso la volontà di espandersi in nuove aree geografiche. Un dato che fa ben sperare sulla capacità dell'Industria di reggere alle incognite politiche. Il quadro è comunque complesso, soprattutto per i produttori di combustibili fossili. I governi stanno incentivando la transizione verso energie rinnovabili. Le produzioni green promettono quindi di espandere in breve tempo la propria quota di mercato.

Difesa: budget in crescita

L'incertezza geopolitica, la crescita delle tensioni tra grandi potenze (Russia e Stati Uniti su tutti), gli attentati di matrice islamista: sono tutti fattori che stanno spingendo i governi ad ampliare la spesa dedicata alla difesa. Il presidente Usa Donald Trump lo aveva già promesso in campagna elettorale. Ma non è l'unico: nel 2017 la Cina ha incrementato il budget del 7% rispetto allo scorso anno. 

Focus sulle infrastrutture Usa

Durate la corsa alla Casa Bianca, Trump ha promesso di varare un piano per le infrastrutture da un miliardo di dollari. Il progetto non è ancora stato varato, ma rappresenta comunque un segnale di attenzione nei confronti del settore. Che, orientato a opere di medio-lungo termine, non dovrebbe essere condizionato da eventuali rallentamenti dell'economia statunitense.

L'Aerospace continua a volare

Il comparto Aerospace continua il suo buon momento, con tassi di crescita superiori a quelli medi del settore industriale. La platea dei passeggeri (incoraggiata da tariffe sempre più basse, tempi di percorrenza ridotti e nuove rotte) si amplia. Dal punto di vista dell'indotto, questo comporta un'accelerazione nel ciclo di sostituzione delle componenti.      

Oil & gas a breve termine

Data l'incertezza regolatoria, lo slittamento dell'attenzione verso altre fonti energetiche e il prezzo del petrolio, i grandi gruppi del comparto si stanno orientando verso progetti di orizzonte più breve. Una scelta conservativa che, nonostante le incognite, punta a proteggere le compagnie da una eventuale recessione. 

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