Globalscope a Milano: un network globale, un'opportunità per l'Italia

Dal 28 al 31 marzo i partner di Globalscope, network internazionale di boutique di M&A provenienti da 41 Paesi, si sono riuniti a Milano. La conferenza, organizzata dai soci italiani del network Palladio Corporate Finance e Benedetti & Associati e sponsorizzata da CBA – Studio legale e tributario, ha visto la partecipazione di 170 tra advisor e investment bankers.

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Lorenzo Valentino, CEO di Palladio Corporate Finance

Le riunioni semestrali tra i partner provenienti da ogni parte del mondo (trimestrali per i partner europei) sono una pratica distintiva di Globalscope. E rappresentano appuntamenti fondamentali per affinare tecniche professionali e scambiare opinioni sulle opportunità di business. L'efficacia è dimostrata dai risultati: nel 2016, i soci hanno concluso 120 operazioni, per un controvalore superiore ai 2,2 miliardi di dollari.

L'evento, ospitato nella cornice di Palazzo Visconti, si è aperto con un keynote di Erik Nielsen. Il Chief Economist di Unicredit ha presentato lo scenario all'interno del quale si muove l'Italia, tra opportunità finanziarie e incertezze politiche.

Il panorama globale, al netto del rallentamento dell'economia cinese, sta consolidando la ripresa, con l'indice PMI oltre la quota espansiva del 50%. "L'Italia - ha affermato Nielsen - sconta ancora la distanza tra percezione e realtà”. La crescita del PIL resta contenuta, ma il rallentamento è “solo in parte strutturale”. Gli italiani lavorano più di 1700 ore all'anno, ben oltre la media Ue. Pesa, invece, uno scarso tasso di partecipazione (soprattutto femminile). Un fattore che però sta mostrando segnali di cambiamento. Allo stesso tempo, il mercato del lavoro (pur conservando alcune rigidità) ha accresciuto la propria flessibilità grazie ai recenti interventi legislativi.

Il debito pubblico è, in rapporto al PIL, il più elevato d'Europa dopo quello greco. "È alto ma non insostenibile", sottolinea il Chief Economist di Unicredit. Per diverse ragioni: l'Italia ha un solido surplus primario; un risparmio privato tra i più alti del continente e oltre la metà del debito detenuto da investitori domestici .

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Erik Nielsen, Chief Economist di Unicredit

Le banche italiane sono tra le più produttive d'Europa, non hanno mai fatto ricorso ad alcun bailout. E mostrano la capacità di reggere ai 95 miliardi di crediti deteriorati. Nielsen ha quindi consigliato agli investitori di abbandonare i luoghi comuni e osservare a fondo il Paese: "L'Italia ha intrapreso la via del recupero, che nei prossimi mesi si annuncia più forte rispetto al resto dell'Eurozona".

Alcuni dei soci di Globalscope, come Josh Park, Director di Kaede Group, sono stati concordi sulle opportunità offerte dall'Italia, grazie a "ottimi imprenditori, tecnologia e innovazione".

"Le incognite - ha concluso il Chief Economist di Unicredit - non sono di natura finanziaria ma politica". Ma, in questo caso, i rischi riguardano gli equilibri globali e non solo l'Italia: "Le tensioni tra Russia e Turchia, le scelte protezionistiche di Donald Trump, le eventuali vittorie di Marine Le Pen in Francia e del Movimento 5 Stelle in Italia potrebbero imporre un nuovo nazionalismo. Con effetti ancora imprevedibili sul mondo finanziario".   

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