Giorgio Drago: “Ecco perché abbiamo puntato sulla Spac VEI 1”

PFH ha lanciato la sua prima Spac, VEI 1, che ha raccolto 100 milioni. Lo stesso strumento era già stato utilizzato in passato dalla holding, ma con una veste diversa, quella di investitore e non di promotore.   

“Abbiamo partecipato alla Spac Space 1 come soci di Fila, società poi approdata in borsa”, spiega Giorgio Drago, amministratore delegato di PFH. “È stata una delle prime esperienza di questo genere in Italia e ha avuto risultati straordinari. Oggi, dopo aver venduto una piccola quota della partecipazione per consentire all'imprenditore di non diluirsi troppo e di mantenere il controllo della società, siamo ancora i secondi soci di Fila. L'operazione non è stata quindi 'mordi e fuggi'. È un approccio che fa parte del nostro Dna e che ripeteremo con VEI 1”.

I successo di Space 1 e Fila è stato uno dei motivi che ha spinto PFH a utilizzare la Spac. “Abbiamo toccato con mano che si tratta di un veicolo market friendly”,  spiega Drago. “Piace al mercato ma anche a noi. Ci attendiamo ritorni importanti in qualità di promotori. Gli investitori possono contare su un team coeso e d'esperienza, che opera come investitore generalista. E poi siamo in un momento di mercato borsistico ancora favorevole”.

Ci sono quindi molti elementi favorevoli, tra i quali anche una positiva predisposizione degli imprenditori. “Oggi – spiega Drago - sono molto più inclini ad aprire il capitale attraverso un processo di quotazione, diretto o attraverso una Spac. Anche perché i mercati borsistici consento di ottenere prezzi interessanti”. E in più, aggiunge Roberto Meneguzzo, consigliere e fondatore di PFH, “la  Spac dà un valore certo, mentre nella quotazione tradizionale c'è una forchetta di prezzo”.  

In Italia lo strumento ha preso piede. E potrebbe inserirsi in un circolo virtuoso assieme a un altro in rapida crescita: i Piani individuali di risparmio (Pir). “Sono strumenti – spiega Drago - che consentono al sottoscrittore, a determinate condizioni, di avere una sostanziale defiscalizzazione del capital gain. Hanno però un problema: dovendo investire nelle imprese italiane, ci sono molte risorse da destinare a una platea ridotta. È quindi interesse dei Pir ampliare il mercato borsistico italiano. E le Spac vanno proprio in questa direzione”.

Come nel suo stile, PFH non si limita a essere promotore. “In VEI 1 abbiamo investito 23,5 milioni di euro e fissato un lockup period di 18 mesi”, spiega Meneguzzo. “Abbiamo quindi un interesse coincidente con quello di coloro che partecipa alla Spac”.

La raccolta è stata superiore ai 100 milioni, ma PFH ha scelto di limitarla “perché – aggiunge Mengeguzzo - pensiamo sia la dimensione corretta per il nostro dna e per la struttura tipica delle imprese italiane”. L'accoglienza della Spac è quindi stata “ottima”. “Non a caso l'abbiamo chiamata VEI 1. Speriamo sia la prima di una serie”.

Ti potrebbe interessare